MANIFESTO DELL’INDOCILE
di Antonello Cresti e Gianluca
Bonazzi
In limine. Vecchi paradigmi che
muoiono, una classe intellettuale che ha egemonizzato il dibattito per decenni,
nata incendiaria e finita integrata, bolsa, arrogante. Nuovi paradigmi, li si
sentono palpitare sotto i nostri piedi, eppure ancora non espressi, coagulati.
In questo interregno di energie e spinte propulsive occorre creare le condizioni
per una detonazione di pensiero che è nell’aria e che necessita solo di essere
raccolta. Parafrasando André Breton, “Il futuro sarà indocile, o non sarà”…
Occorre oggi, in anni di asservimento, omologazione, spinta all’ideale
totalitario dell’Uguale, ristabilire che solo Altrove può stare un Pensiero
degno di esser chiamato tale; solo là può stare la Cultura. Ecco nascere dal
nulla, dalla sola libidine del proprio concedersi di essere se stessi, una
Convenzione di Indocili, un patto ribelle tra diversi, che faccia propria
questa spinta e la tramuti con amore e dedizione in materiale operativo per una
aggregazione sempre più grande di menti e cuori che vogliano abitare
quell’Altrove prima evocato ed oggi tristemente spopolato ed inesplorato.
Guidati dalla lucida visione dei folli, motivati da un’ambizione i cui confini
possono andare solo oltre all’immaginato.
Si aprano le danze, da ora in poi tutto l’immaginato sarà reale!
…Guardando e udendo il punto da lontano
si manifesta la presenza interiore della bellezza profonda…
L'indocile, colui che refrattario e
ribelle ad ogni controllo, tanto più se della massa o del potere sopra di lui,
promuove il ritorno al senso del vero, del bene e del bello, da seminare e
coltivare prima di tutto in se stesso, con consapevolezza, poi assieme agli
altri, con empatia.
Desidera, quindi opera in tal senso,
che si restituisca senso e significato al tema della bellezza, “mai assillante
e né oziosa, languida quando è ora, forte, leggera ed austera, intrisa di aria
serena e di sostanza sferzante”, anche cauta se serve, oscillante nel divenire
tra i misteri della vita e della morte.
Propone:
Illuminate
Narrazioni
Divaganti
Orientanti
Cammino,
Intreccianti
Leggerezze
Indocili,
Teneramente
Ascoltate
(dell' essere),
come del bambino o della bambina che,
crescendo, impareranno prima di tutto proprio ad essere se' stessi, lui padre
dell' uomo, lei madre della donna.
La terra e' con noi, il cuore ci
appartiene.
Nell'
era ignota
di
iperboli avvitate
come
ghirigori gotici,
il
male si aggira benevolo,
tra
elemosine buoniste,
luci
fiaccanti l' orizzonte
e
gorgoglii di stomaci.
Inizieranno
ad aggirarsi
folli
cervi volanti
come
corvi di Edgar,
il
primo letterato
che
seppe indagare
anime
malate di vita.
Solo
chi ascolta
il
verbo lunare
potra'
ammirarli;
per
tutti gli altri
non
basteranno
carte
di credito.
Il
futuro sara' solo
degl'
indocili.

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