venerdì 16 novembre 2018


MANIFESTO DELL’INDOCILE

di Antonello Cresti e Gianluca Bonazzi






In limine. Vecchi paradigmi che muoiono, una classe intellettuale che ha egemonizzato il dibattito per decenni, nata incendiaria e finita integrata, bolsa, arrogante. Nuovi paradigmi, li si sentono palpitare sotto i nostri piedi, eppure ancora non espressi, coagulati. In questo interregno di energie e spinte propulsive occorre creare le condizioni per una detonazione di pensiero che è nell’aria e che necessita solo di essere raccolta. Parafrasando André Breton, “Il futuro sarà indocile, o non sarà”… Occorre oggi, in anni di asservimento, omologazione, spinta all’ideale totalitario dell’Uguale, ristabilire che solo Altrove può stare un Pensiero degno di esser chiamato tale; solo là può stare la Cultura. Ecco nascere dal nulla, dalla sola libidine del proprio concedersi di essere se stessi, una Convenzione di Indocili, un patto ribelle tra diversi, che faccia propria questa spinta e la tramuti con amore e dedizione in materiale operativo per una aggregazione sempre più grande di menti e cuori che vogliano abitare quell’Altrove prima evocato ed oggi tristemente spopolato ed inesplorato. Guidati dalla lucida visione dei folli, motivati da un’ambizione i cui confini possono andare solo oltre all’immaginato.  Si aprano le danze, da ora in poi tutto l’immaginato sarà reale!

…Guardando e udendo il punto da lontano si manifesta la presenza interiore della bellezza profonda…



L'indocile, colui che refrattario e ribelle ad ogni controllo, tanto più se della massa o del potere sopra di lui, promuove il ritorno al senso del vero, del bene e del bello, da seminare e coltivare prima di tutto in se stesso, con consapevolezza, poi assieme agli altri, con empatia.

Desidera, quindi opera in tal senso, che si restituisca senso e significato al tema della bellezza, “mai assillante e né oziosa, languida quando è ora, forte, leggera ed austera, intrisa di aria serena e di sostanza sferzante”, anche cauta se serve, oscillante nel divenire tra i misteri della vita e della morte.

Propone:



Illuminate

Narrazioni

Divaganti

Orientanti

Cammino,

Intreccianti

Leggerezze

Indocili,

Teneramente

Ascoltate             

(dell' essere),

come del bambino o della bambina che, crescendo, impareranno prima di tutto proprio ad essere se' stessi, lui padre dell' uomo, lei madre della donna.

La terra e' con noi, il cuore ci appartiene.



Nell' era ignota

di iperboli avvitate

come ghirigori gotici,

il male si aggira benevolo,

tra elemosine buoniste,

luci fiaccanti l' orizzonte

e gorgoglii di stomaci.

Inizieranno ad aggirarsi

folli cervi volanti

come corvi di Edgar,

il primo letterato

che seppe indagare

anime malate di vita.

Solo chi ascolta

il verbo lunare

potra' ammirarli;

per tutti gli altri

non basteranno

carte di credito.

Il futuro sara' solo

degl' indocili.

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